Mano di bambino con un ciuccio accanto.

Ciuccio sì o ciuccio no?

Tutti i pro e i contro che ti aiuteranno nella scelta

C'è chi è favorevole e chi è contrario al ciuccio, perciò i genitori si ritrovano a non capire più cosa sia meglio fare. Con questo articolo speriamo di aiutarti a capire qual è la soluzione giusta per il tuo bambino.

“Dagli il ciuccio se non riesce a calmarsi!”, “Gli hai dato il ciuccio? Sei matto!”, “Gli si rovina il palato!”, “Se gli dai il ciuccio non si attaccherà più al seno!” e la testa dei genitori scoppia.

Il ciuccio è uno degli argomenti più controversi per i genitori, che spesso vengono bombardati di informazioni contrastanti da parte dei parenti, degli amici e da tutti coloro i quali si sentono in diritto di poter dire la loro suo utilizzo.

La soluzione? Affidarsi agli esperti, che sanno fornire le giuste indicazioni sull'utilizzo del “famigerato” ciuccio!

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La suzione, un istinto innato


I piccoli pesciolini iniziano a succhiare il dito quando ancora sono nella pancia della mamma.

Il feto, infatti, già dalla fine del primo trimestre di gravidanza, ovvero a 11/12 settimane, mostra i primi movimenti di suzione e deglutizione, più o meno due settimane dopo, i piccoli iniziano a mettersi il pollice in bocca.

Esistono due tipi di suzione: quella non nutritiva e quella nutritiva.

La prima è stimolata dall'inserimento del ditino in bocca e ha delle funzioni incredibili:

  • regola il battito cardiaco, l'ossigenazione, la respirazione e la digestione;

  • aiuta a regolare gli stati comportamentali di veglia e di sonno;

  • aiuta il piccolo a scaricare la tensione e regolare lo stress e il controllo del dolore.

Ecco perché ogni volta che il bambino è agitato e trova il ciuccio, il dito o qualsiasi altro oggetto da succhiare magicamente, si calma.


La suzione nutritiva, invece, è quella coordinata con la respirazione ed è associata alla deglutizione e a movimenti della lingua e di tutta la bocca.


Fatte queste doverose premesse, proviamo a vedere quali sono gli elementi a favore e a sfavore del ciuccio.

Uso del ciuccio: gli elementi a sfavore

Quello che si sente dire più spesso è che il ciuccio o il dito in bocca rovinano il palato e l'arcata dentaria. Questo è vero, ma solo in parte.


Innanzitutto, dipende dalla frequenza e dalla durata con la quale si utilizza il ciuccio o si mette il dito in bocca. In secondo luogo, fino ad una certa età questa deformazione, che può essere più o meno lieve, può correggersi da sola con la fine della suzione del ciuccio. Se una volta si pensava che il ciuccio potesse essere utilizzato fino alla comparsa dei denti permanenti, ora tutti gli specialisti raccomandano l'utilizzo del ciuccio fino al massimo ai tre anni di età.


Differente il discorso per i bambini che succhiano ancora il seno: per questa tipologia di suzione non c'è alcun tipo di controindicazione. La suzione del seno, infatti, non deforma né il palato né l'arcata dentaria, anzi protegge dalle malformazioni della bocca, in quanto naturale.

Il secondo elemento a sfavore, invece, riguarda l'utilizzo che si fa del ciuccio come mezzo per regolare lo stress o favorire l'addormentamento soprattutto nei primi mesi di vita.

Se con il dito, per esempio, il bambino si regola autonomamente, il ciuccio viene tendenzialmente dato al piccolo per mano dei genitori, che quindi possono anche interpretare in maniera sbagliata il suo bisogno di rilassarsi… conseguenza il ciuccio diventa la soluzione per tamponare ogni pianto e capriccio.

Genitori state tranquilli! Con il tempo e l’esperienza riuscirete a capire perché il vostro bambino sta piangendo, riconoscendo quando ha fame o quando ha sonno, imparando pian piano a usare il ciuccio solo quando il bimbo ne ha effettivamente bisogno, per calmarsi e rilassarsi prima di abbandonarsi alle ninne.


Usato per molto tempo, potrebbe causare problemi di deglutizione. Nei bambini che usano il ciuccio oltre i tre anni di età, a volte si verifica la permanenza di una deglutizione di tipo infantile, con conseguenti problemi di respirazione.

Uso del ciuccio: gli elementi a favore

  • Usare il ciuccio durante la notte riduce il rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome o morte in culla).

    Il ciuccio svolgerebbe, infatti, un’azione preventiva proteggendo il piccolo da ostruzioni involontarie della faringe, evitando il soffocamento e riducendo il rischio di apnee notturne.

  • Se usato in maniera corretta e fino ai tre anni, non provoca nessun danno rilevante alla bocca del bambino.

    I ciucci di nuova generazione sono progettati in modo tale da non arrecare danni ai denti, bocca e palato. Esistono poi in commercio ciucci ortodontici e anatomici che aiutano il corretto sviluppo e funzionamento mandibolare e dentario e favoriscono la suzione e la deglutizione.

  • Rappresenta un valido aiuto nei momenti più difficili.

    Se il piccolo piange e non sai più come calmarlo perché le hai provate tutte, o stai ancora allattando ma non hai la possibilità di offrire il seno al tuo piccolo, il ciuccio potrebbe essere la soluzione ideale per te.


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Quindi, il ciuccio si può usare?

In definitiva sì, il ciuccio si può utilizzare, se, come in tutte le cose, lo si fa nella maniera corretta e senza abusarne. Sta al genitore decidere, osservando il proprio bambino, se può essere d'aiuto nella gestione del piccolo oppure il suo utilizzo sia superfluo. E soprattutto tenendosi come soglia limite di utilizzo quella dei tre anni del bambino.

Ma come fare per togliere il ciuccio raggiunti i fatidici 3 anni?

Gli esperti sono ormai tutti concordi nel dire che le regole sono due:

  • Dopo il primo anno di vita bisogna gradualmente ridurne l'uso, fino a portare il bambino ad utilizzarlo nei momenti in cui davvero ha bisogno di rilassarsi, come nelle fasi dell'addormentamento.

  • Bisogna dare fiducia al bambino e non imporgli l'eliminazione del ciuccio. Meglio fornirgli degli esempi positivi, come storie o giochi di finzione che vedono protagonisti altri bambini o adulti, in cui il bambino può immedesimarsi e, per imitazione, capire da solo che del ciuccio non ha più bisogno.

La decisione, insomma, deve poterla prendere lui attraverso lo stimolo del genitore. Solo in questo modo non sarà per lui un cambiamento traumatico e non chiederà in continuazione di poterlo riprendere. Anche voi genitori, sarete felici di non dovervelo sentir chiedere ogni due minuti!

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